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09. Professione di Suor Elisa

» Vado a parlare con la Madre Maestra - La mia amica Elisa - Lettera a Elisa
7 settembre 2008

“Vado a parlare con la madre maestra”

“ Mamma vado a parlare con la madre Maestra”.

È con questa frase che Elisa mi ha comunicato la sua ferma decisione di entrare in convento. Dire quello che ho provato in quel momento è molto difficile; di parole ne uscirono poche ma di lacrime tante. Certo ho provato a suggerirle altre possibili scelte, ma lei aveva già preso la sua decisione; e così piano piano aiutata dalle sue preghiere e dal Signore ho accettato la sua scelta. Tante volte mi chiedo come mai il Signore abbia chiamato proprio Elisa, ma non saprei cosa rispondermi. In questi primi anni di suora ho sempre visto Elisa in crescendo di gioia, serenità, entusiasmo, e questo mi rende contenta, mi aiuta a superare quei momenti (e sono tanti) di nostalgia e di rammarico per averla goduta poco come figlia. Ora che siamo alla sua Professione Perpetua, ringrazio il Signore per questo dono e gli chiedo di illuminare sempre il suo cammino; alla Comunità Orsolina chiedo di volerle bene; ringrazio chi l’ha seguita spiritualmente, ringrazio le sue amiche e amici che continuano a manifestarle la loro amicizia, ringrazio tutti quanti che con le loro preghiere le sono stati vicini.

Irene Riccò - Mamma di Elisa

LA MIA AMICA ELISA

Io ed Elisa non siamo amiche d’infanzia: ci siamo conosciute in oratorio quando eravamo alle superiori e direi che in quegli anni non eravamo neanche amiche. Frequentavamo lo stesso gruppo in oratorio, ma Elisa era una persona con cui non avevo legato tanto, un po’ chiusa, un po’ freddino e poi stava spesso in casa, non usciva tanto. Ho cominciato a intuire qualcosa della sua scelta di vita nell’estate del ’98, al campo estivo a Claviere. Stavamo facendo un momento di preghiera per noi animatori ed Elisa ad un certo punto è scoppiata in lacrime e don Edoardo si è commosso con lei, da lì ho capito che il Signore aveva toccato il cuore di Elisa e ora attendeva la sua risposta. Durante l’anno successivo però, con mio grande stupore, ho visto Elisa presa da mille cose, non si dava pace, desiderava sempre uscire, andare nei pub, sembrava quasi che le desse fastidio stare in oratorio… A quel punto avevo quasi allontanato del tutto quel sospetto che mi era venuto l’estate precedente, quando, una sera di ottobre (‘99), dopo il nostro solito incontro del gruppo giovani, facendosi tutta rossa in viso e con la voce spezzata, ci ha detto:”Vi devo dire una cosa...non è facile…eh, insomma…fra qualche settimana entro in convento a Verona dalle suore orsoline.” Ecco, finalmente quello che tutti noi avevamo intuito e che lei stessa infondo al suo cuore sapeva già da un po’ di tempo era venuto fuori! Io sono rimasta un po’ sconcertata, soprattutto per l’imminente partenza e il cambiamento radicale di vita che l’avrebbe aspettata. Ricordo il pomeriggio che l’abbiamo accompagnata a Verona, durante l’incontro di preghiera la osservavo e mi rendevo sempre più conto che forse quella era davvero la sua strada ed era giusto lasciarla andare…ma che dolore quella sera venir via senza di lei! Avevo la netta sensazione però che quella sera non avevo perso un’amica, anzi me ne era stata donata una, sì perché io ed Elisa ci siamo unite di più quando lei è entrata in convento, non so il perché, comunque abbiamo scoperto di condividere qualcosa di molto importante, la fede in Dio, che ci ha unite nonostante le nostre diversità. Da allora Elisa è sempre stata un’amica davvero preziosa, non di certo chiusa e freddina, come era stata la mia prima impressione di lei.

Ringrazio il Signore di avermela donata, ringrazio per la sua capacità di ascoltare, per la sua disponibilità nonostante i suoi numerosi impegni, per la sua umanità, infatti Elisa è una persona che non condanna, ma ama le persone e penso che quest’amore le derivi dal sentirsi tanto amata dal Signore.

Ringrazio Elisa perché attraverso di lei ho potuto sperimentare la presenza del Signore nella mia vita, la sua scelta di vita mi ha interrogata e incoraggiata a trovare la mia strada, diversa dalla sua, verso il Signore. Ecco i segni grandi del Signore! Poi ci sono anche quelli piccoli ma altrettanto importanti, come ad esempio il fatto di essere capitate a vivere a Parma praticamente vicine di casa per quattro anni, lei per lavorare all’istituto Biondi facendo da mamma ad alcune ragazze con problemi in famiglia ed io per completare i miei studi all’università.

Ti auguro cara Elisa che il Signore si faccia presente nella tua vita, probabilmente non sarà sempre così, ma spero che tu lo cercherai come hai fatto quell’estate in montagna.

Francesca Campanini

LETTERA A ELISA

Se ripenso a quando ci siamo conosciuti, molti anni sono passati ormai: l'oratorio, il treno di ritorno da scuola, i campi estivi… Soprattutto questi ultimi per me rimangono come ricordi molto vividi impressi nella mia mente, quelli che hanno segnato una "svolta". Come dimenticare i campi scuola: Ossana, Velturno, Claviere solo per citarne alcuni? Possibile che tu fossi veramente quella persona con cui mi trovavo così facilmente in sintonia e con cui non solo era facile parlare, ma che sapeva anche ascoltare? Ti assicuro che ero molto diffidente agli inizi, ma poi mi sono "sbloccato". Un po' devo ringraziare mio nonno Gigi, che tu ricordi sicuramente anche per le lunghe chiaccherate che avete fatto ai campi scuola. Lui ti ha sempre ricordato in modo particolare: avevi fatto colpo. Proprio in quel periodo e in quei momenti ho avuto la conferma che eri speciale, sensazione confermata poi nelle nostre accese discussioni: finalmente una persona con cui parlare liberamente, con cui "aprirsi": dalle tematiche più profonde fino agli argomenti da "matroneo".

Ora la distanza ci divide, ma solo ogni tanto, anche se ogni tanto "latito". Nonostante tutto, ci unisce una grande amicizia, per me impagabile. Tu hai trovato il Signore e una grande fede sulla tua strada, io ho avuto conferma di una grande amicizia.. Grazie Elisa.

Andrea Musi